“Visionari” contro la SS275

“Visionari” contro la SS275

di Rita Zappatore

Ci stanno ad essere considerati dei “visionari” i cittadini del comitato Sos 275 – “perché visionari sono coloro che hanno una visione economica alternativa, più consapevole del proprio territorio” – dice non senza provocazione il presidente del comitato Vito Lisi nel suo intervento in apertura del convegno “S.S. 275: dalle cattive strade alle buone pratiche”. Al dibattito tenutosi a Lecce e moderato dalla giornalista Tiziana Colluto erano presenti anche il legale del comitato Luigi Paccione, il professor Paolo Cacciari e gli architetti del Laboratorio Urbano Aperto Juri Battaglini e Mauro Lazzari.

Anche il professor Cacciari, ospite illustre del convegno, ha insistito sull’importanza di essere “visionari”, poiché solo una visione altra dell’economia, che promuova un modello di sviluppo più sostenibile e che non si fondi sullo sfruttamento infinito delle risorse, può realmente cambiare il sistema Italia. E a proposito della 275 ritiene “sbagliato distinguere l’idea buona della grande opera dalle mele marce, le cattive pratiche: quando i progetti sono sbagliati, lo sono a prescindere”.

Ma non si è parlato solo del progetto di raddoppio della strada statale ma anche di tutela dei beni comuni e di promozione di buone pratiche. Perché la realizzazione di questa arteria autostradale, che collegherebbe Maglie a Leuca con quattro corsie, è considerata da molti una minaccia per i beni naturalistici, archeologici e paesaggistici del territorio salentino. Perciò i cittadini di Sos 275 invocano maggiori tutele giuridiche per i beni comuni.

Del resto è l’avvocato Luigi Paccione, che da anni segue la battaglia legale degli ambientalisti e dei proprietari dei terreni che saranno espropriati per costruire le quattro corsie, a definire il progetto una “vera e propria violenza istituzionale, un torto di massa nei confronti della comunità salentina”. Per questa ragione l’avvocato riconosce nell’impegno militante del comitato una forma di resistenza civile che ha consentito di smascherare “la circostanza incredibile che il tracciato della strada attraversa discariche, la cui esistenza è però taciuta nel progetto”.

Insomma, la battaglia tra fautori e contrari alla strada è ancora aperta e la strada ancora tutta da realizzare.

 

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