Che cosa sta succedendo nel Rojava? La voce delle donne del nord-est della Siria

Che cosa sta succedendo nel Rojava? La voce delle donne del nord-est della Siria


Riceviamo e volentieri pubblichiamo il messaggio inviatoci dalle donne curde che difendono il nord est della siria, sotto attacco da parte dei mercenari turchi e delle forze militari del nuovo governo guidato dall’ex jihadista Aḥmad Ḥusayn al-Shara

Care compagne, amiche e sorelle

Vi mandiamo i nostri saluti dal Rojava, il cuore della rivoluzione delle donne, cuore della lotta globale per l’umanità e dei valori socialisti. Gli attacchi al Rojava, alla rivoluzione e ai suoi valori, stanno continuando.

La catastrofe umanitaria dell’assedio di Kobani, con 600mila persone intrappolate a suo interno, viene perpetrata dalle milizie per procura turche insieme a mercenari di HTS e IS. Le cure mediche sono al momento un problema centrale (il reparto dialisi e l’ospedale pediatrico sono sul punto di chiudere), così come la fornitura di carburante, generi alimentari di base, elettricità e acqua.

Ieri sera, tra 28 e il 29 gennaio, ci sono stati nuovi attacchi alla piccola città di Til Temir, che è principalmente abitata da cristiani assiri. Una chiesa cristiana è stata distrutta. Gli attacchi alle minoranze religiose ed etniche da parte di HTS rivelano ancora una volta la loro vera natura jihadista. …

Voglio citare Hv Remziye Mohammed di TEV-DEM, un’istituzione per l’organizzazione della società, che parla circa lo scopo degli attacchi. Dice-

“I curdi vengono presi di mira oggi perché sono curdi, e perché hanno scelto di difendere la loro identità, perseguire sulla via della convivenza e costruire un modello politico che riconosca il pluralismo nazionale e religioso”.

Ritiene che l’obiettivo principale di queste guerre ed escalation sia “seminare discordia e odio tra le componenti, specialmente tra curdi e arabi, e impedire loro di raggiungere il consenso all’interno di un quadro politico e sociale unificato. Questo alla fine mira a colpire il progetto della Nazione Democratica alle sue radici e a riprodurre i conflitti interni. La rivoluzione della Siria settentrionale e orientale, lanciata quattordici anni fa, è stata costruita sulla volontà e l’unità del popolo e su un autentica collaborazione con le forze di protezione. Le persone che hanno creato, iniziato questa esperienza sono capaci di proteggerla ancora oggi, se rimangono impegnate nell’unità e nel messaggio della pace”.

“Proprio come Kobanê è stata liberata dal terrorismo dell’ISIS, il Rojava è in grado di liberarsi da tutte le forze mercenarie che cercano di distruggere il progetto della nazione democratica e minare l’unità tra i componenti. La volontà dei popoli rimarrà sempre più forte delle armi e della distruzione”. ci dice.

Gli ultimi giorni sono stati piovosi, o addirittura innevati, ma in città come Hesekê, Qamişlo, e Dêrik, i gruppi di difesa rimangono presenti giorno e notte per garantire la sicurezza della strada. La rotazione e la distribuzione delle persone è organizzata dalla comune di quartiere, ed è formata giovani, donne, anziane, e altre che, pieni di responsabilità e solidarietà, sono determinate a proteggere le conquiste della loro rivoluzione. Le donne sono coinvolte ovunque e prendono tendenzialmente ruoli di leadership nell’organizzare.

È infatti il ruolo delle donne quello di dare continuamente profondo significato alla resistenza. Che si tratta della libertà, dei valori, e che nel difendere la rivoluzione delle donne, i valori della Rivoluzione del Rojava, ci può essere una sola vittoria.

Una tempesta di neve in Siria ha esacerbato la crisi umanitaria, colpendo particolarmente duramente i rifugiati nei campi. Le tempeste di neve in Siria non sono normali, e si sono intensificate quest’anno. È un chiaro segno di cambiamento climatico e rende chiaro, come tutto in questi giorni, che un cambiamento radicale è urgentemente necessario. Abbiamo bisogno di un cambiamento nel nostro rapporto con la natura, con la vita, con l’umanità, serve costruire strutture per la democrazia, la liberazione delle donne e l’ecologia, come ciò che si sta difendendo qui in Rojava.

Volevamo anche aggiungere qualcosa sulla violenza degli attacchi. Avrete probabilemnte visto i video in cui i soldati HTS si filmano torturando, uccidendo, distruggendo, imprigionando e mutilando i corpi degli assassinati, in particolare delle donne. Questi video causano molto dolore qui, e probabilmente anche lí per voi. Sempre più dossier appaiono online, compilando prove di violazioni dei diritti umani. Voglio incoraggiarvi a partecipare, a inviare questo tipo di prove, categorizzate, ai giornalisti e a diffondere la voce.

Questi video inoltre scatenano ripetutamente discussioni: Che tipo di comprensione della vita, dell’umanità, ha che qualcuno commette tali atrocità e filma se stesso facendolo? E che comprensione della vita stiamo difendendo?

Qualche giorno fa, è stato diffuso un video che mostra un bambino che accoltella violentemente un orsacchiotto, sgozzandolo. il bambino ha dietro di se, appesa al muro, una bandiera col simbolo dell’ISIS . Il video ha causato molto dolore per le donne intorno a noi, anche se, a differenza di altri video, non c’era sangue, nessuna profanazione dei corpi morti degli amici.

Ci abbiamo pensato molto perché questo – il bambino Daesh – dimostra così chiaramente la crudeltà di questa ideologia completamente disumanizzante. E ci parla di quanto importante sia l’educazione e la socializzazione, la crescita, in un ambiente, famiglia e societá basata su una forte linea etica. Ciò che insegniamo a coloro che sono piccoli ora lo insegniamo al nostro futuro. In questo contesto, posso anche dire che è sempre molto importante per le persone qui sottolineare che Daesh non ha nulla a che fare con l’Islam, ma piuttosto lo usa per i propri interessi fascisti e patriarcali.

Per quanto riguarda gli aggiornamenti della solidarietà, c’è un Call dalla Komina Film Rojava rivolta a registi internazionali, artisti, festival e piattaforme per utilizzare la loro risonanza internazionale.

Si legge:

“Se non diciamo la nostra verità, le bugie degli altri diventeranno storia Il loro obiettivo non è solo l’annientamento fisico. Si occupano anche dell’estinzione della vita stessa, della sua cultura, della sua lingua, della sua speranza”.

Riportiamo qui su questa chiamata perché crediamo che sia importante usare l’arte e la cultura per attirare l’attenzione su ciò che viene difeso qui, che è anche legato a come definiamo la bellezza, vale a dire indissolubilmente legata all’etica e alla vita, così come alla lotta.

Quindi rilanciamo la chiamata per chiedervi di essere creative nelle vostre azioni di difesa, usando l’arte e la cultura. Mostrate ciò che sentite, anche la rabbia, ballate e cantate, scrivete poesie e canzoni dal profondo del cuore, dipingete e filmate e condividere tutto questo con il mondo, vedendo voi stesse come parte di questa difesa.

Per esempio, alcuni studenti dell’Istituto di Belle Arti di Çemçemal, Basur / Iraq, hanno creato una scultura lunga cinque metri raffigurante una treccia di capelli intrecciati per attirare l’attenzione sugli attacchi e la resistenza della rivoluzione delle donne. Dicono: “I capelli intrecciati nella cultura curda non sono solo un normale ornamento. Al contrario, dal passato al presente, le donne curde intrecciano j capelli come simbolo di dignità e bellezza. Quando si prepararono alla guerra, si intrecciarono i capelli e li gettarono dietro di loro”.

Quindi, come sempre, questo messaggio non è solo un aggiornamento, ma anche un invito all’azione.

Difendiamo la nostra rivoluzione!

Saluti dal Rojava,

29 gennaio 2026

In copertina: l’ingresso di Jinwar (Rojava), il villaggio al confine con la Turchia, abitato da sole donne e bambini, dove si sperimenta la “Jineoloji”, la Scienza delle donne e della vita. foto: Marilù Mastrogiovanni

Che cosa sta succedendo nel Rojava? La voce delle donne del nord-est della Siria
Mappa del Rojava (in giallo) nel 2015 (fonte: Limes)

Marilù Mastrogiovanni
Facebook6.08k
Twitter2.63k
YouTube273