Xylella, Ue conferma decisioni Puglia. Ma mancano solide basi scientifiche

Xylella, Ue conferma decisioni Puglia. Ma mancano solide basi scientifiche

Ieri sera è stata licenziata la bozza della decisione di esecuzione della Unione europea sulle misure obbligatorie da prendere per evitare che la xylella si diffonda nel resto del Paese e dell’Unione.

Gli articoli sui media locali parlano di “salvataggio” degli alberi d’ulivo, i giornali nazionali invece spiegano che c’è un inasprimento delle misure, mentre il tam tam sui social racconta di una “vittoria” delle associazioni.

Quello che sappiamo lo apprendiamo da un comunicato stampa della Ue  attraverso il quale si rende noto che la decisione della Ue conferma (in alcuni punti) e inasprisce (in altri) quanto già deciso dalla Regione e dal ministero italiano dell’Agricoltura. Sicuramente non c’è un arretramento della Ue sul fronte delle eradicazioni degli alberi d’ulivo.

I passaggi da chiarire sono due:

  1. che cosa succederà in Provincia di Lecce?
  2. Con quale criterio si abbatteranno gli alberi nella zona di eradicazione?

 

1) Alla prima domanda, la Ue risponde recependo quanto già deciso dalla Regione Puglia e dal Ministero: l’intera provincia di Lecce è considerata zona infetta, data per morta, spacciata, defunta.

Il Salento è considerato un deserto.

Quindi, come già era stato deciso da Regione e Ministero, gli ulivi si possono espiantare su base volontaria.

Sono sufficienti alcuni semplici passaggi, ad esempio delle perizie che attestino che gli alberi mostrano i sintomi della xylella, per decretarne l’eradicazione.

Poiché una legge della Regione Puglia ha sancito di vincolare per 15 anni solo i terreni su cui ci sono alberi monumentali da espiantare, va da se che su tutti gli altri terreni si può costruire. Si, ci sono i piani regolatori, ma anche le varianti in deroga.

La colata di cemento, a ridosso delle appetibili coste salentine, predisposta dalla Regione Puglia, è ora recepita dalla Ue. dunque quello di ieri è dunque solo un peggioramento della situazione

2) alla seconda domanda la Ue ha risposto stabilendo che in una fascia di 20 km, si sradicheranno gli alberi infetti e si monitoreranno quelli nel raggio di 100 metri a partire dall’albero risultato positivo alla xylella. Il Piano silletti prevedeva la stessa misura ma nel raggio di 200 metri. Mentre per i nuovi focolai la Ue prevede di sradicare tutte le piante in un raggio di 100 metri attorno a quelle infette.

Perché ha fatto questo?

Perché serve un criterio, che finora non c’era.

Finora, tra mille cambiamenti, determine e delibere, in un ginepraio e un’ammuina degli uffici, si era arrivati al Piano Silletti che definiva di sradicare in modo “chirurgico” solo gli alberi risultati positivi e di monitorare gli altri nel raggio di 200 metri.

 

Ma, non avendo stabilito su basi scientifiche, come si diffonde la xylella, attraverso quali vettori e quanti, la Ue aveva sollecitato più volte dei modelli matematici che con certezza fornissero un efficace progetto di eradicazione del batterio (non degli alberi).

Cioè l’Ue diceva: diteci che cosa diffonde il batterio e come, solo così possiamo sconfiggerlo.

Ad oggi la Regione Puglia e gli scienziati incaricati, non sono stati in grado di dare risposte certe. E’ talmente vero questo che l’EFSA ha finanziato alcune ricerche per definire con certezza i vettori e i modelli matematici di diffusione del batterio attraverso tali vettori, modelli ad oggi non pubblicati, ma solo suggeriti nel corso di un convegno dello scorso anno.

I risultati delle ricerche finanziate dall’EFSA non sono ancora usciti e per prendere la sua decisione la Ue si è basata solo sul parere dell’EFSA di gennaio scorso, recependo anche le decisioni dello scorso anno della Regione Puglia e del ministero.

Non sappiamo perché la Ue abbia inserito nella bozza di decisione il parametro dei 100 metri attorno all’albero infetto, ma possiamo immaginare che tale parametro sia stato comunicato dalla Regione Puglia, proprio in base alle risultanze di quel convegno del 2014.

Lo ripetiamo: potremo saperne di più solo quando sarà pubblicata sulla Gazzetta europea la decisione di esecuzione e quando saranno resi noti i modelli matematici in base ai quali si calcola la diffusione del vettore e del batterio.

Ad oggi nulla è noto.

Inoltre: poiché mancano ricerche scientifiche che provino che esistono basi solide in base alle quali è stata presa la decisione, ancor più facile sarà avere ragione in sede di ricorso al Tar. Infatti: le analisi in base alle quali si dichiarano positivi gli alberi sono contestabili (lo dice l’EFSA); i modelli matematici in base ai quali definire le aree non ci sono (lo dice l’EFSA, che infatti finanzia nuove ricerche); i vettori e le modalità dei loro spostamenti non si conoscono (lo dice l’EFSA).

 

Nessuna vittoria, ma soprattutto un dato da stigmatizzare: le dichiarazioni di Paolo De Castro, presidente della Commissione agricoltura della Ue, salentino doc, dei politici pugliesi, Vendola in primis e a cascata tutti gli altri, da Dario Stefano in giù, sono solo strumentali a dare nuovi argomenti e appigli positivi ai candidati. Ora, i candidati del centro sinistra, potranno dire che il Salento è stato “salvato” su richiesta della Regione. Omettendo di dire che non solo il Salento non è stato salvato da alcunché, perché la Ue ha solo confermato quanto la Regione aveva già deciso, ma che, grazie alla Regione, si è spianata la strada a nuove speculazioni edilizie e a nuove speculazioni dell’agroindutria.

 

Per saperne di più, andate su www.xylellareport.it

 

 

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