Sono orgogliosa di essere una piccola parte di un progetto globale per la libertà d’informazione. E’ stata firmata da tutti i partecipanti al #worldpressfreedomday la “Dichiarazione di Addis Ababa” per spingere tutti i Paesi membri delle Nazioni Unite e Unesco e tutti giornalisti a “difendere i fatti” dalla disinformazione che viaggia sul web e che è capace di incidere sulle scelte elettorali in tutto il mondo. Contro i populismi e le fake news oggi abbiamo scritto un pezzetto di storia.

E’ stata anche presentata da Xavier Gorce, storico vignettista di Le Monde, la dichiarazione per il riconoscimento del cartooning (vignette satiriche) come diritto fodamentale degli esseri umani. La dichiarazione sul cartooning è stata consegnata alle alte cariche di Unesco.

E’ stato consegnato il World press freedom prize “Guillermo Cano” ai familiari di Wa LoneKyaw Soe Oo, condannati a 7 anni di carcere in Myanmar per aver documentato le esecuzioni sommarie sulla popolazione da parte dei militari.

Tre giorni densi, in cui presso il quartiere delle Nazioni Unite in Addis Ababa e presso la sede dell’African Union si sono tenuti decine di seminari e workshop, attraverso i quali è stato esplorato il tema “Giornalismo ed elezioni al tempo della disinformaizone”.


Su invito di Unesco, in quanto componente della giuria che ha conferito il premio “Guillermo Cano”, ho partecipato ai lavori, presentando alle colleghe dei vari Continenti la mission del Forum of Mediterranean women journalists.

Qui sono con la direttrice generale di Unesco, Audrey Azoulay, che si è complimentata per l’ottimo lavoro svolto dalla giuria per l’assegnazione del premio mondiale sulla libertà di stampa dedicato a “Guillermo Cano”. E ora il mio intento è illustrare la “Dichiarazione di Addis Ababa” alle colleghe e ai colleghi italiani. Ma prima ancora, ai miei studenti dell’Università di Bari che mi mancano un po’. In vista delle elezioni europee c’è molto lavoro da fare, contro le mistificazioni.

Coraggio!

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