Bevo un succo di lime e zenzero e corro verso Roma per partecipare a “Giornaliste a mano disarmata”, di cui vi racconterò poi.

IMG_1426Immaginavo di sperimentare nuove forme di giornalismo web e social con 30 brillanti cervelli e invece ho messo a cuocere a fuoco vivace le esperienze, i sogni, la creatività di 60 belle persone. Una classe composta per un terzo da giornalisti professionisti non titolari di contratto, un terzo da giornalisti pubblicisti precari, un terzo giovani laureati doveva mettersi in gioco in una full immersion di sei giorni per ideare, progettare, realizzare, gestire e lanciare una piattaforma editoriale on line. Invece le piattaforme son diventate tre e non sono triplicate solo quelle. Con la formula del cooperative learnig e del learnig by doing professionisti dell’informazione tradizionale (tv, carta, radio) hanno lavorato gomito a gomito con ragazzi e ragazze nativi digitali, bravissimi a smanettare ma disorientati nella giungla delle fake news e dell’hate speech e digiuni di tutto ciò che è etica giornalistica pur sentendone fortissimo, di quel digiuno, i morsi alla pancia e alla coscienza.

E’ così che l’entusiasmo è cresciuto di ora in ora e io di ora in ora ho visto crescere prima la fiducia l’uno verso l’altro, poi verso le esperte e gli esperti che ho chiamato come facilitatori dei nostri esperimenti, poi verso l’idea alla base di questo progetto.

Che è quella di contaminarsi con le vite e le competenze degli altri, aprire tutte le porte e lasciare che entri l’ottimismo della ragione che deriva dalla concretezza dei propri sogni.

Proprio così: siamo partiti dalle 5W del giornalismo, il menabò è diventato un template, il comunicato stampa è diventato un post, le pubbliche relazioni son diventate digital pr, il piano di comunicazione è diventato uno strumento del digital storytelling. E siccome non c’è niente di più reale dei sogni, i giornalisti hanno rivissuto quella prima scintilla che tanti anni fa ha fatto credere in loro stessi e nella forza dei propri progetti. E’ così che hanno dato forza ai sogni dei più giovani, già forti nelle tecniche seo e sem, ma fragili quando si tratta di guardarsi allo specchio per proiettarsi nel futuro.

Volevo capire se si può fare innovazione sociale facendo riscoprire quanto siano all’avanguardia i “vecchi ferri del mestiere” e quanto invecchi in un battito di ciglia la più innovativa tecnica per la migliore indicizzazione seo se non si basa su sempiterni valori etici.

Gli occhi lucidi, gli abbracci e i sorrisi di ieri mi hanno fatto credere che sì, forse ci sono riuscita.

D’altra parte ve l’ho detto: non c’è niente di più reale dei sogni.

 

Grazie a…

Le cose belle accadono quando le persone si rimboccano le maniche e pensano agli ostacoli come passaggi necessari per arrivare là dove vogliono. La “Web’s CooL” è nata perché la Regione Puglia ha fatto un bando destinato alle università pugliesi. Gianluigi de Gennaro ha creduto nella mia idea che ha voluto accogliere nel Balab, un incubatore di idee e creatività da lui diretto all’interno dell’Università di Bari. Idea dinamica, società cooperativa di giornalisti, editrice del Tacco d’Italia e di altri progetti editoriali, ha cofinanziato il progetto, insieme alla Regione Puglia. Ringrazio perciò Mario Maffei per l’impegno e la grande disponibilità. Uniba ha curato l’amministrazione (bandi, gare, ecc) e ha concesso gli spazi: grazie a tutti gli amministrativi, ad Annalisa Turi e ad Annamaria De Marinis per l’abnegazione e la professionalità.

Ringrazio i partner: D2C srl di Milano, Infocom srl di Lecce, Studio Kujjuk di Parigi, Elvin street Production di Londra e Giulia giornaliste, l’associazione nazionale di giornaliste di cui sono proba domina. Ringrazio l’Ordine dei giornalisti, Valentino Losito (presidente che ho stressato in fase di stesura del bando) e Piero Ricci (neo presidente che ho stressato in fase di lancio della web’s-CooL). Ringrazio la FNSI e Raffaele Lorusso, che mi ha seguito così lontano così vicino e Bepi Martellotta, segretario regionale di Assostampa che ha diffuso in maniera capillare il bando presso i colleghi, contribuendo al grande successo dell’iniziativa. E ringrazio i docenti, che sono anche amici e colleghi, che hanno condiviso la mia visione portando la loro: Mario Maffei, Dario Di Pietrantonio, Marco Casella, Maria Paola Oriolo, Karen Casteels, Maurizio Chiesa, Marco Folle, Cosè Murciano, Rossella Matarrese, Elena Battista.

Ringrazio Luigi Cazzato, direttore del Master in Giornalismo di Uniba, Lino Patruno, direttore delle testate giornalistiche del Master di Giornalismo e il rettore Felice Uricchio. Ringrazio l’assessore regionale Sebastiano Leo, che ha voluto emanare bandi di questo tipo.

Se anche solo una di queste persone avesse detto “no” invece di “si” o “forse” invece di “è possibile”, tutta questa Bellezza non si sarebbe mostrata ai nostri occhi.

Fra circa 15 giorni presenteremo le tre piattaforme editoriali realizzate.

Intanto se volete saperne di più della nostra “Web’S-CooL” date un’occhiata qui.

Incrociamo le dita, ché magari si va in replica.