Una “Fonte” per l’antiviolenza

Giornalista e scrittrice salentina

Il premio “Renata Fonte"

Sono 1500 le donne che nel 2014 si sono rivolte ai 21 centri antiviolenza attivi in Puglia. Nel 2015, solo nella provincia di Lecce, 231 donne hanno chiesto aiuto al Centro antiviolenza Renata Fonte. Ma il fenomeno è molto più vasto e soprattutto sommerso.

Da oggi però c’è uno strumento in più per aiutare le donne e i loro figli, anch’essi vittime, due volte.

E’ il progetto “La fonte dell’antiviolenza”, dell’associazione “Donne insieme onlus” e del “Centro antiviolenza Renata Fonte”. E’ stato presentato oggi 31 marzo, anniversario dell’assassinio di Renata Fonte, consigliera comunale di Nardò, uccisa per mano mafiosa perché si opponeva alla cementificazione di Porto Selvaggio, poi diventato parco regionale, ma senza che a lei venisse intitolato ed è finanziato dalla Regione Puglia (Avviso Pubblico del 5/5/2015 per la presentazione di Programmi Antiviolenza di cui all’art. 16 della L.r. 29/2014).

la fonte antiviolenza lecceIl progetto prevede diversi percorsi di formazione destinati a tutte le figure che possono trovarsi nella posizione e nel ruolo di primo contatto con donne vittime di violenza e nella condizione di poterle inviare presso il Centro Antiviolenza: personale delle Forze dell’Ordine, personale sanitario del Pronto Soccorso, Personale Sanitario dei servizi per le Tossicodipendenze, personale dell’accettazione per i reparti di Ostetricia e Ginecologia delle Aziende Ospedaliere, personale delle cooperative sociali impegnate nella gestione dei servizi di pronto intervento sociale, personale dei Servizi Sociali dei Comuni e degli Ambiti Sociali di Zona. Il percorso è rivolto anche ad operatrici dei Centri Antiviolenza e sarà da intendersi per costoro come intervento di formazione permanente, sempre necessaria ed auspicabile per l’aggiornamento delle competenze del personale già operativo ma soprattutto per l’implementazione di sistemi di rete tra le figure che intervengono nei casi di violenza di genere.

“Da alcuni anni – sottolinea il consigliere delegato all’Ambito Territoriale Sociale di Lecce, Bernardo Monticelli Cuggiò – abbiamo siglato una convenzione con il Centro antiviolenza Renata Fonte con cui condividiamo obiettivi, percorsi e azioni. Ora come Ambito territoriale sociale di Lecce abbiamo proposto questo importante progetto al fine di destinare risorse alla formazione di tutti gli interlocutori diretti che a vario titolo a fronte dei tanti bisogni rappresentati dalle donne che denunciano situazioni di disagio e di violenza”.

“Il programma è finanziato dalla Regione Puglia. “L’obiettivo – spiega Giulia Sannolla, funzionaria della Regione Puglia – è quello di consolidare il sistema di prevenzione valorizzando la mission dei Centri antiviolenza. Le Istituzioni devono accompagnare in maniera sinergica le donne vittime di violenza. Abbiamo scelto di investire sulla formazione per condividere linguaggi e sistemi operativi”.

I numeri dimostrano che l’80 per cento dei casi si registrano tra le mura domestiche. E la violenza sulle donne è trasversale alle fasce d’età, ai titoli di studio, alla condizione lavorativa anche se la percentuale più alta viene registrata tra donne che hanno età compresa tra i 30 e i 49 anni e titolo di studio di scuola media inferiore e superiore.

la fonte antiviolenza Invitto Toto“La nostra idea – spiega Maria Luisa Toto, presidente del Centro Antiviolenza “Renata Fonte” – è partita 18 anni fa e trae spunto dalla storia di Renata Fonte: 32 anni fa venne ucciso il coraggio di una donna, il suo grido di dolore rimase inascoltato. Ebbene, d’ora innanzi a nessuno dovrà essere chiusa la bocca. Chiediamo giustizia e verità per Renata Fonte e per il suoi figli. Questo progetto serve a creare una task force intorno a questo fenomeno, un muro per difendere le donne dai loro aguzzini”.

Il percorso è rivolto a max 30 partecipanti; per i professionisti della salute potranno essere richiesti i crediti ECM a fine percorso.

Partner dell’iniziativa sono l’Università del Salento (DisteBa), con la professoressa Sara Invitto, l’Istituto Santa Chiara, l’Asl Lecce (col suo Servizio Sociosanitario) e GiULiA – giornaliste unilte libere e autonome.

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