Tacchino? Ponte di pace. Ma meglio le polpette

Tacchino? Ponte di pace. Ma meglio le polpette

Qual è stata la conclusione di tanti illustri politici nell’analizzare gli attentati parigini? Colpa degli immigrati.

Teste di cavolo ignoranti che non sono mai uscite dal loro bar.

Ma cosa ne sapete di cosa significhi lasciare la propria terra? I propri amici. Gli affetti. I sapori. Gli odori e i colori. Cosa ne sapete di cosa significa andare a fare la spesa solo per poter scambiare due parole con la cassiera perché nell’ultima settimana si è raccontato della propria giornata solo al vino? Come vi permettete di giudicare? Io sono andato via da “professionista” ed è dura. Tanto. Non posso nemmeno immaginare come sia difficile per chi scappa dalla guerra. Chiedete quale è stato il momento più duro della settimana per i tanti migranti meriodionali che sono andati al nord o all’estero per lavoro nei decenni scorsi. Tutti risponderanno la stessa cosa: la domenica. Quando le ore non passano mai e ci si sente veramente soli.  Vi odio. Non del vostro stesso odio ignorante. Di un odio più ancestrale. Non violento. Disprezzo morale e intellettuale. Voi non mi rappresentate. Io non sono voi. Voi non siete niente di me. Vi odio perché con la vostra ignoranza nell’amministrare costringete tanta gente ad andare lontano a cercare le proprie vite. E poi vi permettete pure di parlare contro chi è stato obbligato ad andare via dalla vostra incapacità. I morti di Parigi sono stati causati dalla follia e dalla violenza di fanatici. Ma voi siete complici. E’ anche colpa vostra. Non mia. Non degli immigrati. E’ anche colpa vostra. Non siete capaci di risolvere i problemi e date la colpa agli altri. In tanti cerchiamo di affrontare i nostri problemi, anche se creati da voi. Fateci la cortesia di non parlare, almeno.

Certe volte mi rendo conto di suscitare pietà nelle persone che incontro. Povero italiano, qui da solo, non conosce nessuno. Vuoi venire a casa nostra per la Festa del Ringraziamento. E mi sento imbarazzato e stupido. Ringrazio per la proposta, ma mi sentirei di troppo, è una festa per la famiglia. Ma poi penso che forse anche io farei lo stesso al loro posto. Poi penso che forse è più facile farlo perché sono bianco e non lo farebbero, e forse non lo farei, per un nero o per un sudamericano. Ma me lo terrò stretto quel tacchino il Giorno del Ringraziamento. Anche se sarà niente in confronto alle polpette di mia madre. Sarà un abbraccio di civiltà e di condivisione tra genti e continenti diversi. Un piccolissimo ponte di pace. Nullo. Inutile probabilmente. Ma me lo godrò.

E adesso sparate pure contro il mio qualunquismo. Ultimo rifugio della ragione, di fronte alla stupidità.

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!
Facebook6k
Twitter3k
YouTube273