Mi difendono Francesco Paolo Sisto e Roberto Eustachio Sisto, della FNSI, Federazione nazionale della stampa italiana

di Marilù Mastrogiovanni

Il pm Milto De Nozza (sostituto procuratore presso la Direzione distrettuale antimafia) chiede che la querela della Giunta di Casarano (Lecce) contro di me sia archiviata. La Giunta di Casarano s’è opposta.

Il pm ha confermato che quanto ho scritto sulla gestione dei beni confiscati al boss della sacra corona Augustino Potenza era vero. Poiché la Giunta s’è opposta all’archiviazione, in questo momento si sta discutendo in Camera di Consiglio a Lecce, dinanzi al gip Sergio Tosi. Mi difendono Francesco Paolo Sisto e Roberto Eustachio Sisto per la FNSI, Federazione nazionale della stampa italiana.

L’inchiesta contestata è “Augustino Potenza, l’italiano che inventò il marketing della mafia”. In tutta questa lunga e dolorosa vicenda, quello che fa più male è il silenzio della popolazione, delle associazioni, della politica. Come se fosse una faccenda privata tra una persona singola e un gruppo di potere. Niente di più lontano dalla realtà. Io, come giornalista, difendo i fatti di interesse pubblico. Non a caso parliamo di un’inchiesta a puntate (di cui questa sul marketing della mafia è la prima) che ha scoperchiato un sistema di connivenza tra gli ambienti criminali e quelli della cosiddetta “società civile”, l’imprenditoria, la politica. L’inchiesta ha vinto diversi premi: il Premio Giustolisi, il premio “Ambiente e Legalità”, assegnato da Legambiente e Libera, il premio internazionale Joe Petrosino.

Alcune puntate di quell’inchiesta sono state sequestrate e dissequestrate dopo 45 giorni. Quell’inchiesta proprio non è piaciuta a chi si è sentito tirato in ballo.

Invece ne hanno parlato tutte le testate nazionali e molte internazionali. Ne hanno parlato Reporters senza frontiere, Ossigeno per l’Informazione, Amnesty International, Le Iene, tutti i tg Rai, Mediaset, molti giornali on line (dall’Huffington al Corriere al Sole24ore, al Manifesto, al Fatto quotidiano, a Repubblica).

È la storia di come un ragazzotto di paese sia riuscito a scalare le vette della celebrità criminale, sottomettendo cittadini e politica. È la storia di un genio del male tutto italiano. Amatissimo dalla popolazione, che lo osannava come un dio. Dopo averla pubblicata, l’amministrazione comunale di Casarano affisse dei manifesti contro di me: lo stesso testo, pubblicato sul profilo Facebook del sindaco di Casarano, ha generato un’ondata di commenti contro di me, e a favore del boss Potenza. La querela di cui si discute oggi ne ricalca a grandi linee il testo. Le querele della Giunta di Casarano sono pagate con soldi pubblici: l’incarico è stato conferito con delibera di Giunta all’avvocato Vergine. Buona lettura.

Qui tutte le puntate dell’inchiesta premiata:

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