Presepe di Pasqua

Presepe di Pasqua

15 veronese - il calvario

La Pasqua in musica più bella degli ultimi anni l’ha scritta Enzo Avitabile, con il sostegno percussivo dei Bottari di Portico di Caserta. S’intitola “Crucifixus”.

Avitabile imbastisce il racconto della Passione di Cristo ispirandosi, casualmente o no, a un cronotopo napoletano famoso nel mondo: il presepio. Il presepio è quell’affresco corale che frulla il tempo della Storia umana nello spazio di un brullo pendio e può mettere, a pochi metri dalla mangiatoia, un Berlusconi che traffica con trenta danari. Il tempo verbale della canzone è l’imperfetto, come nei giochi fra bambini o nel ricordo di un sogno.

Io ero il cielo, le nuvole, la croce sulle spalle… Io quello appeso all’altra croce senza più speranze… Io la mamma che piangeva nella polvere, io la Maddalena che per trovare un dio perse un uomo, oppure quel tizio che dava i numeri in mezzo al deserto… Io ero prigioniera di guerra in Uganda a sedici anni, io quello della guerra santa o delle armi chimiche… E io che non so neanch’io chi ero, ma mi chiamavano il Nazareno.

Come davanti ai presepi delle nonne, si può stare un’intera giornata a ricostruire la scena. Sul ritmo ostinato dei Bottari, il sax ipnotico di Avitabile fa da zampogna.

 

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