L’idea è di Katiuscia Di Rocco, direttrice della biblioteca arcivescovile “De Leo” di Brindisi, la più antica biblioteca pubblica del Salento.

Istituire un fondo librario, all’interno della biblioteca, destinato a raccogliere le pubblicazioni sulla mafia pugliese, la Sacra corona unita, ancora poco studiata in maniera strutturata. Il fondo sarà dedicato alla piccola Angelica Pirtoli, uccisa all’età di due anni, insieme a sua madre Paola Rizzello (nella foto).

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All’attivazione del fondo librario la direttrice della “De Leo” vuole affiancare una capillare azione di sensibilizzazione nelle scuole. Per far capire che cos’è la mafia, che la mafia c’è anche se non si vede, ma soprattutto che si può combatterla.

Katiuscia Di Rocco cita una frase che Roberto Benigni riferisce a Saviano, adattandola allo scrittore Paolo De Chiara: “Nelle fiabe non si insegna ai bambini che esistono i draghi, quello lo sanno già, si insegna ai bambini che i draghi si possono sconfiggere. Ed è quello che fanno scrittori come [Paolo De Chiara]. Non dicono che la mafia c’è, ma dicono che la mafia può essere sconfitta”.

La missione è proprio questa: conoscere, per dare speranza, per costruire una o più vie d’uscita.

Oggi l’incontro organizzato dalla biblioteca “De Leo” è al Liceo Scientifico Fermi-Monticelli di Brindisi, dove i ragazzi incontreranno Paride Margheriti testimone di giustizia e presidente del Coordinamento Antiracket – Antimafia della provincia di Brindisi e Chiara Solazzo, presidente della sezione di Brindisi “Renata Fonte”. Parleranno anche la dirigente scolastica Anna Maria Quarta e l’avvocato Pasquale Fistetti. I ragazzi ascolteranno i racconti di chi, complice e vittima allo stesso tempo del sistema mafioso, ne è uscito, facendo di quell’esperienza criminale un’occasione di riscatto personale e di crescita sociale.

Avanti, dunque, nel nome di Angelica.