Molendini: “Donne in Giunta, subito”. A norma di legge

Molendini: “Donne in Giunta, subito”. A norma di legge

E adesso la sfida è rispettare la legge Del Rio.

Perché hai voglia a dire che le “quote rosa” sono una ghettizzazione del corpo dell’elettorato femminile. Non è così. Queste argomentazioni sono un modo subdolo per liquidare il problema della scarsa rappresentatività politica delle donne, scaricando su d loro la colpa: “Se siete brave, fatevi spazio”. Eh, no! Dateci spazio e faremo valere la nostra bravura.

Come nei concorsi pubblici, dove la percentuale di donne che si piazzano nei posti migliori è sempre più crescente; come negli ordini professionali, dove la presenza delle donne supera quella degli uomini (si veda l’Ordine dei medici…e delle mediche!).

La politica non è meritocratica, come i concorsi pubblici, come i titoli di studio. 

La politica, meritocratica, deve diventarlo.

 Intanto, serve uno spazio per le donne fissato a norma di legge.

Brava Serenella Molendini a ricordare che la legge c’è.  E va rispettata. E che la farà rispettare, qualora i comuni superiori ai 3.000 abitanti non rispettassero la percentuale del 40% degli assessorati alle donne.

Per i Comuni sotto i 3.000 abitanti non c’è alcun obbligo, ma disposizioni di principio.

Per non dimenticare poi che l’articolo 51 della Costituzione che sancisce il principio generale delle pari opportunità.

Scrive Molendini, inviando la lettera a tutti i neo sindaci e sindache: “Molte le Giunte che nel 2015/2016 in Calabria, Veneto, Lazio sono state dichiarate illegittime grazie all’azione di altre Consigliere Regionali di Parità, in particolare voglio ricordare gli ottimi successi della Consigliera Regionale di Parità della Calabria a cui si deve la sentenza del Consiglio di Stato. Voglio augurarmi che i Sindaci, che devono far rispettare le leggi, siano i primi a rispettarle. Nel frattempo rimaniamo vigili e attente osservatrici e il 15 giugno la Rete delle Consigliere di Parità e dei Comitati Pari Opportunità della Puglia che fanno capo all’Osservatorio Regionale di Genere si riunirà per attivarsi nel caso di inottemperanza della Legge.

La Puglia nel 2008 è stata apripista, con pionieristiche azioni giudiziarie – contro Molfetta e altre 20 giunte  – attivate grazie all’azione svolta dagli Organismi Regionali di Parità pugliesi insieme ad un pool di avvocate/i che prestarono la loro opera professionale gratuitamente negli anni 2008 – 2012, quindi prima della Delrio.

Anche questa volta non staremo a guardare”!!!

// CHE DICE LA LEGGE
Per la Legge n° 56 del 2014 (cosiddetta DELRIO), è inderogabile (sentenza del Consiglio di Stato n. 4626 del 5.10.2015).
Per quanto riguarda i Comuni con popolazione superiore ai 3.000 abitanti la L. 56/2014 prevede all’art. 1, c. 137, una percentuale precisa a garanzia della parità di genere – per le Giunte – pari al 40%.
Per i Comuni fino ai 3.000 abitanti, non ci sono disposizioni e limiti precisi a garanzia delle pari opportunità, ma solo disposizioni di principio, con la precisazione che esiste giurisprudenza amministrativa che afferma che le norme dettate dai citati articoli 6, 46 e 47 del Tuel non devono essere considerate norme di valore programmatico ma precettive, ciò anche nel rispetto dell’art. 51 della Costituzione italiana che sancisce proprio il principio generale delle pari opportunità

 

 

 

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