M5S a Loizzo: “Rischio illeciti e infiltrazioni mafiose in Aro9”

Inchieste

E’ tutto riassunto in un atto pubblico, un’interrogazione a risposta scritta firmata dal M5S regionale il brutto affare dell’Aro9 e del bando da 32 milioni di euro per la gestione del servizio rifiuti in sette comuni del basso Salento (Casarano, Matino, Parabita, Ruffano, Miggiano, Specchia, Montesano).
trevisi M5SL’interrogazione è a firma di Antonio Trevisi di Monteroni, neo nominato consigliere, e di Cristian Casili e Antonella Laricchia.

Nel documento si ricostruiscono puntualmente tutte le tappe che hanno portato alla pubblicazione del bando: una ricognizione storica costruita attraverso documenti, delibere, determine, verbali d’assemblea, lettere inviate a diversi enti. Tutti documenti citati con numero di protocollo e date di emissione.

I tre consiglieri pentastellati chiedono al presidente del Consiglio Mario Loizzo (e per conoscenza al presidente della giunta Michele Emiliano, a Domenico Santorsola, assessore alla qualità dell’ambiente e a Giovanni Campobasso, dirigente del servizio ciclo rifiuti e bonifica), “che cosa intende fare la Regione Puglia per garantire il corretto svolgimento della gara di appalto in base alla normativa vigente elencata nelle premesse” e chiedono alla Giunta, dunque all’assessore Santorsola “che si attivi per scongiurare e prevenire il rischio di illeciti nonché di eventuali infiltrazioni di tipo mafioso nella gestione della cosa pubblica”.

Chiedono questo “alla luce di quanto esposto, in considerazione del fatto che ulteriori proroghe non sono consentite dall’ordinamento e comunque provocherebbero un ingiusto vantaggio a carico di chi già svolge il servizio di raccolta”.

I fatti sono quelli noti (CLICCA QUI): dopo un bando indetto regolarmente, in base ad un progetto (definito Piano d’ambito, cioè uno studio) regolarmente redatto dal Conai e gratuito, approvato da tutta l’assemblea dei sindaci dell’Aro9, e durato oltre un anno, tre sindaci, quelli che di Casarano, Matino e Ruffano, che hanno la maggioranza delle quote (perché sono i comuni più numerosi), diffidano il dirigente Pino Petruzzi a non aprire le buste delle offerte arrivate e deliberano di rifare il bando.

Il presidente dell’Aro9 e sindaco di Parabita l’avvocato Alfredo Cacciapaglia, si dimette, scrivendo nella sua lettera di dimissioni accuse pesanti nei confronti dei tre sindaci, affermando che “il lavoro di due anni rischia di andare perduto per motivazioni che ritengo irragionevoli ed inammissibili e a questo scempio non voglio legare il mio nome. Ciò perché i danni che subiranno i cittadini sia sotto l’aspetto economico che sotto l’aspetto ambientale saranno pesantissimi”.
Il punto è proprio questo: i tre sindaci che hanno la maggioranza in assemblea, e che pure avevano approvato il progetto in base al quale è stato redatto il bando, hanno messo sotto scatto l’Aro9 provocando nei fatti un danno erariale ai cittadini.

Nei tre Comuni infatti da anni il servizio rifiuti è svolto in prorogatio da Igeco, il cui titolare è stato coinvolto nell’inchiesta “Do ut des”, che ha portato allo scioglimento per mafia del comune di Cellino.

Sempre Igeco raccoglie i rfiuti a Parabita, e anche in quel Comune Igeco lavora in prorogatio, ma il sindaco Cacciapaglia vuole procedere celermente per l’assegnazione del bando indetto dall’Aro9 di cui è presidente, gli altri tre no.

Eppure la Regione Puglia (dirigente Campobasso), citando le deliberazioni dell’ANAC (Agenzia nazionale anticorruzione) ha dato indicazioni chiare, che non si prestano a intepretazioni: “Risulterebbe inappropriata l’adozione di proroghe contrattuali”.

Le proroghe, spiega la Regione, sono possibili solo nelle more della costituzione degli Aro, ma non è questo il caso.

Cioè, dice la Regione citando l’ANAC, siccome è cambiata la normativa, e ora il servizio di rifiuti deve essere garantito dagli Aro, per garantire economie di scala e risparmi nella spesa pubblica (e dunque vantaggi alle tasche dei cittadini), se l’Aro è costituito ed attivo, (come nel caso dell’Aro9), si deve fare il bando e non sono più concesse proroghe ai vecchi gestori.

Tuttavia, dopo le dimissioni di CAcciapaglia, il nuovo presidente dell’Aro9, Gianni Stefano, sindaco di Casarano, continua nella sua battaglia, sua, di Matino e Ruffano, contro la prosecuzione regolare del bando, dichiarando che lo fa per “far risparmiare i cittadini”.

Ma le tariffe con cui Igeco oggi sta ancora raccogliendo i rifiuti, dovranno essere aggiornate prima o poi aggiornate: infatti la ditta ha già chiesto ai Comuni l’aggiornamento delle tariffe, aggiornamento che, non ancora accordato, farà lievitare i costi. E più si proroga più lievitano.

I Comuni di Miggiano, Specchia e Montesano dal canto loro, hanno chiesto che la Regione commissari l’Aro9, esprimendo solidarietà a CAcciapaglia, la cui gestione è stata definita “feudale” da Stefàno.

Insomma, Gianni Stefàno e i sindaci di Matino e Ruffano, hanno tirato su un bel polverone, trasformando il loro attacco alla trasparenza e alla legalità, in gazzarra politica.

E nel polverone, i cittadini pagano. E tra i litiganti, Igeco, gode.

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