Libertà di stampa? Non esiste

Libertà di stampa? Non esiste

censuraIn Italia se ne fa a meno. Scende al 73esimo posto su 180 nella classifica sulla libertà di Informazione redatta da Reporters sans frontières, che quest’anno ha tenuto conto dei dati del monitoraggio di Ossigeno per l’Informazione.

La classifica, spiega l’avvocato di Ossigeno Andrea Di Pietro, si basa sui dati oggettivi rilevati dall’Osservatorio diretto da Alberto Spampinato, ma non tiene conto di due tendenze pericolose, in atto nel nostro Paese.

La concentrazione delle testate giornalistiche in pochi gruppi editoriali e la crisi del settore editoriale. Come dire che la fame indebolisce i giornalisti e li rende ricattabili.

Aumentano le querele temerarie e il risarcimento danni in azioni civili.

I giornalisti vengono accusati di aver volontariamente scritto il falso: la diffamazione infatti è un reato doloso, non colposo. Ed è per questo che, ancora oggi, in Italia, non si possono stipulare assicurazioni professionali, come fanno i medici, gli ingegneri, gli architetti. Che, se sbagliano, l’hanno fatto per un mero errore materiale, non certo volontario, quindi sono coperti da assicurazione.

Noi no, si dà per scontata la malafede e bisogna provare, a processo, di aver esercitato il proprio diritto-dovere di cronaca e critica “in buona fede”.

Inoltre, il diritto di querela, diventa un’arma facilmente maneggiabile per un’azione intimidatoria. Un deterrente sarebbe prevedere il versamento di una tassa proporzionale alla richiesta di risarcimento danni, all’atto della denuncia.

Questo servirebbe per impedire a chi è in malafede, di intasare i tribunali e porre sotto scacco i giornalisti che, spesso, si autocensurano, se non hanno le spalle coperte da testate solide.

Ma siccome sono soprattutto i politici a ricorrere alle querele pretestuose, pensate che riusciremo mai a far approvare una legge che contenga tali modifiche?

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