Legge 50/50, votiamo si

Chi ha paura delle donne in Puglia?

Ho fatto questo piccolo reportage per Giulia giornaliste tre anni fa, alla vigila del voto del Consiglio regionale della Puglia  sulla proposta di legge d’iniziativa popolare per la modifica della legge elettorale. Trentamila pugliesi, raccogliendo le loro firme, chiedevano e chiedono che la nuova norma, preveda liste elettorali composte per il 50% da donne e il 50% da uomini, e che le cittadine e i cittadini esprimano due preferenze, una donna e un uomo. Allora la legge fu bocciata dal Consiglio, col voto segreto dei consiglieri.

Così le donne e gli uomini del Comitato 50/50, di cui faccio parte, come Giulia giornaliste, hanno pazientemente ricominciato l’iter.

Dopo tre anni siamo di nuovo in Consiglio: venerdì si voterà. Chiediamo che il consiglio voti “sì”.

Ma già ieri si è tenuta la prima discussione sugli emendamenti.

Una delle posizioni più sconcertanti è stata che “il Consiglio non può votare nuovamente una legge che è già stata bocciata”. Un falsità, una forzatura in malafede.

Non siamo in un tribunale.

Abbiamo chiesto che i Consiglieri, se vogliono far fuori le donne di Puglia dalle prossime elezioni, almeno lo facciano a viso aperto. Sono uomini? E se lo sono davvero ci sfidino concedendoci l’onore delle armi: ci guardino in faccia e ci schiaffeggino con il loro guanto di sfida. Votando no, se vogliono, ma col voto palese.

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