// La presa in giro del Frecciarossa

Giornalista e scrittrice salentina

// La presa in giro del Frecciarossa

di Ivan the Mad (aka Francesco Ria)

Ho appena finito di leggere il festante articolo di un quotidiano online del Salento riguardante la prima corsa del Frecciarossa Milano-Lecce e viceversa. Poco più di otto ore in tutto.

Costo del biglietto in seconda classe 124 euro, salvo eccezioni per i pochi fortunati che riescono ad accaparrarsi le tariffe agevolate a euro 69.90 e 79.90.

Per i pendolari della tratta, questo articolo potrebbe terminare qui in fragorose risate.

Ma poichè voglio provare a fare di meglio rispetto alla media della stampa locale, mi sono divertito a simulare e confrontare i prezzi di un viaggio Milano-Lecce in treno e Milano Linate-Brindisi in aereo, per qualche giorno di mare nelle prossime settimane.

Partenza sabato 23 luglio: Frecciarossa tariffa economy a 99.90 euro, Alitalia da Linate 103.06 euro. Sabato 6 agosto: stessi 100 euro in treno, Alitalia 139.06. Sabato 27 agosto: 60 euro circa per l’alta velocità ferroviaria e 66.06 per volare con la compagnia di bandiera. Se, invece, fossi davvero fortunato e potessi permettermi addirittura una settimana di vacanza, i costi andata/ritorno diventano di 199.80 euro per il Frecciarossa e di 194.80 per Alitalia negli ultimi sette giorni di luglio. Le tariffe sono state estratte dai rispettivi siti internet istituzionali lunedì 13 giugno alle ore 17.

I prezzi, dunque, risultano assolutamente confrontabili.

Proviamo ora a stimare i tempi di percorrenza.

Supponiamo di abitare in una zona di Milano servita dalla metropolitana e di voler raggiungere Gallipoli. Sono circa 30 minuti di metro per raggiungere la Stazione Centrale con almeno 30 minuti di anticipo (perchè ora ci sono i tornelli anche lì), otto ore di treno e poi circa 40 minuti dalla stazione ferroviaria di Lecce fino alla spiaggia (con il consueto traffico cittadino possibilmente da evitare). Tempo totale poco meno di dieci ore.

Aereo: diciamo un’ora per raggiungere Linate (ancora non servita da metropolitana), con un’ora e trenta di anticipo se dobbiamo imbarcare il bagaglio, poi un’ora e quaranta di volo e un’altra oretta per raggiungere Gallipoli da Brindisi. Tempo totale poco piu’ di cinque ore.

Volendo ragionare a spanne, le già Ferrovie dello Stato ci fanno pagare il doppio con tempi di percorrenza anch’essi doppi. E i politici esultano.

Ovviamente, non sono state considerate le compagnie aeree low cost che renderebbero ancora più interessante il confronto. In realtà, quanto accaduto con la famigerata “vicenda Frecciarossa” è l’emblema di come funzionano le cose nella nostra nazione e, più che mai nel nostro Sud. Se Trenitalia fosse un’azienda seria e amministrata da dirigenti non raccomandati dalla politica, questi avrebbero tranquillamente fatto questa analisi in modo più raffinato e avrebbero convenuto che non è logico andare a proporre un servizio ad alto costo, quando con lo stesso prezzo posso prendere l’aereo o, al più, posso decidere di viaggiare un paio di ore più lentamente e spendere la metà con un treno intercity. L’unica vera tratta ad Alta velocità, infatti, è tra Milano e Bologna: lungo tutto l’Adriatico Frecciarossa, Frecciabianca o Espresso viaggiano tutti sulla stessa linea.

Ma i nostri cari politici hanno deciso che questa fosse discriminazione territoriale e che con un paio di comunicati stampa avrebbero guadagnato titoli e paginate sui giornali locali. Così hanno fatto pressione sui manager di Trenitalia (che sono lì perchè nominati dalla politica) che hanno accontentato i loro padrini con queste ridicole due corse, una al sabato e una la domenica, ovvero quando i treni veloci sono liberi dal percorrere le ben più redditizie tratte tra Torino/Milano e Roma/Napoli. La genialata finale è quella che prevede come gli Enti Locali pugliesi dovranno ripagare Trenitalia per eventuali perdite di gestione relative al servizio Frecciarossa. Cioè, a conti fatti, pagheremo un servizio inefficiente voluto solo da Parlamentari dal comunicato stampa facile.

Forse quei soldi potevano essere sfruttati per iniziare a ragionare su un collegamento ferroviario tra l’Aeroporto di Brindisi e il resto del Salento.

E’ un progetto che richiederebbe investimenti cospiqui, certo, ma il ritorno sarebbe incalcolabile visto quanti turisti rinunciano a raggiungere la nostra terra perchè i costi legati al noleggio di un’auto non sono trascurabili o i tempi connessi al trasporto pubblico locale sono semplicemente ridicoli per un paese civile. Forse quei soldi potevano essere utilizzati per incentivare altre linee aeree low cost su Brindisi. Dubito che i figli dei nostri Onorevoli rappresentanti prendano di frequente un treno per ragioni di studio o di lavoro. Forse per questo non sono riusciti a sviluppare un ragionamento efficace sull’argomento. Allora, cari signori, facitive li treni osci

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