Ho organizzato la prima edizione del Forum of Mediterranean Women Journalists nel 2016 in due giornate, a Bari e Lecce.
Da allora mi è subito risultato chiaro che il #FMWJ non fosse un semplice convegno ma una grande piazza fluttuante di idee ed esperienze.
Quest’anno, nella quarta edizione,le città coinvolte saranno 3: Taranto, Bari e Brindisi. Le piazze tipiche di ogni paese del Mediterraneo. Lì dove si incrociano voci, racconti, scambi, suoni, canti, commerci, litigi, in una parola la vita.

Le voci, i racconti, le testimonianze di questa speciale piazza che è il Forum saranno soprattutto – come da tradizione – quelle delle donne, da ogni angolo del Mediterraneo, e oltre. E sono sempre voci coraggiose, di denuncia.


Il tema di questo quarto Forum è una domanda provocatoria “Are women’s rights human rights?”, che suona quasi retorica. Ma, di retorico non ci sarà nulla.
O meglio, alzando il tiro della provocazione, se tale deve essere – retorica – allora come bisogna considerare la ‘Giornata internazionale contro la violenza sulle donne’ (il 25 novembre) istituita da parte dell’ONU già 20 anni fa, la ‘Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali’ che il prossimo anno compie 70 anni, la Revisione Universale Periodica 2019 sui diritti delle donne’ presentata all’ONU l’11 ottobre 2019? Tutti questi importanti manifesti d’intenti in molte parti del mondo sono pura retorica, poiché largamente disattesi, ignorati, inesistenti.
E Giulia Giornaliste, promotrice del Forum – con il prezioso finanziamento del Corecom Puglia, Consigliera di parità regionale, Amnesty international, FNSI – quest’anno ha alzato l’asticella della provocazione, mettendosi in piazza e ponendo a gran voce questa urticante domanda, attraverso i reportage, le testimonianze, i documentari che le giornaliste, attiviste, testimoni verranno a raccontare.

Si parlerà di guerre ‘dimenticate’, come quelle nello Yemen o in Libia, di un’avvocata incarcerata e condannata ad essere frustrata (!!) per aver difeso altre donne in Iran, di ‘mafie di periferia’ dove non arrivano i media mainstreming, delle donne curde, baluardo contro l’Isis, di cosa significa chiedere-ottenere-difendere i diritti più basilari per i bambini e per la salute in Somalia, di cosa significa a Taranto difendere il diritto alla salute, soprattutto in questo preciso momento storico. Ma sono solo alcuni esempi.
Il denominatore comune di tutte queste testimonianze è la voce di chi racconta. Sarà la voce delle donne, declinata nelle varie lingue del Mediterraneo.


Il nostro obiettivo, da sempre, è “creare ponti, abbattere muri: promuovere una riflessione sul ruolo delle reporter di frontiera, come presidio di Democrazia, dunque di Pace”. La Puglia richiama a sé giornaliste e reporter indipendenti, ma anche esperte, attiviste, scienziate e ricercatrici universitarie, impegnate sui diritti umani e sui gender studies. Tutte insieme per raccontare e testimoniare le proprie storie, dalle variegate sponde dei paesi Euro-mediterranei.

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