Festival della valle d’Itria: i giochi e gli abissi di Eros

Giornalista e scrittrice salentina

Festival della valle d'Itria: i giochi e gli abissi di Eros

fernando greco medico neonatologo critico musicale melomane lecce di Fernando Greco

 

 

“… Scriveva Euripide che l’arco di Eros è duplice: da un lato scocca i dardi della gioia e dell’estasi, dall’altro quelli della pena e dello smarrimento, e confonde l’uomo, portandolo dall’ebbrezza alle più cupe tempeste dell’animo. “I giochi e gli abissi di Eros”, questo potrebbe essere uno dei titoli del cartellone della 42ª edizione del Festival della Valle d’Itria, significativamente dedicato a Giovanni Paisiello, uno dei più gloriosi nomi della scuola pugliese-napoletana, di cui ricorre nel 2016 il bicentenario della morte”.

Con queste parole il direttore artistico Alberto Triola ha presentato la nuova edizione del Festival della Valle d’Itria, iniziativa che da oltre quarant’anni accoglie nella deliziosa cornice barocca di Martina Franca miriadi di melomani provenienti da tutta Europa, attratti dalla qualità e dall’originalità che da sempre caratterizzano le scelte artistiche del Festival martinese, scelte per le quali ha assunto nel tempo un ruolo sempre più prestigioso nell’ambito dell’offerta culturale estiva.

PAISIELLO – LA GROTTA DI TROFONIO (14 – 31 luglio)

Festival della valle d'Itria: i giochi e gli abissi di Eros

Giovanni Paisiello

A un Festival che da sempre si propone di valorizzare i musicisti di origine pugliese attraverso l’allestimento di opere poco conosciute se non addirittura mai eseguite in tempi moderni, non poteva sfuggire la ricorrenza del bicentenario della morte di Giovanni Paisiello (1740 – 1816), ovvero il più significativo esponente dell’opera giocosa di scuola napoletana prima dell’avvento del ciclone Rossini. Nato a Taranto, Paisiello divenne ben presto cittadino del mondo, accettando incarichi e onorificenze nelle più ricche corti europee: dal Regno di Napoli allo Stato Pontificio, da Parigi a Varsavia fino a San Pietroburgo presso l’imperatrice Caterina II.

Sul finire del 1939, alle soglie del bicentenario della nascita di Paisiello, così scriveva sulla rivista leccese “Rinascenza Salentina” Eugenio Faustini Fasini, grande studioso della scuola musicale napoletana del XVIII secolo: “Nella ricorrenza del secondo centenario della nascita di Lui, gloria nostra delle più fulgide, che vive nel pensiero di chi ama l’Arte come un sogno ed una fede, limpidamente, e la di cui memoria è sprone costante per mantenere alto e puro l’ideale che lo resse durante la sua movimentata vita, è doveroso ricordarlo […] Infatti, chi non conosce l’opera di questo Maestro di valore indiscutibile, a traverso le molteplici e meravigliose pagine  della sua produzione artistica, ché la straordinaria facilità creatrice di Lui, fu veramente prodigiosa? A chi è ignoto l’umorismo delle sue opere comiche, il tragico di quelle serie, la tenerezza patetica di quelle sentimentali e delle sue Cantate, nonché l’espressione piena di religiosa dolcezza aliena da concetti mondani della sua musica sacra?”

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Alberto Triola

A Martina, dopo le prime esecuzioni in tempi moderni di “Proserpine” rappresentata nel 2003 per la regia di Massimo Gasparon e de “I giuochi di Agrigento” nel 2006, l’opera del bicentenario sarà l’esilarante “Grotta di Trofonio”, come apprendiamo dalle parole dello stesso maestro Alberto Triola: “L’apertura del Festival 2016 è dedicata a un significativo repechage paisielliano: si recupera infatti una brillante commedia per musica, composta su di un soggetto noto agli appassionati e agli studiosi soprattutto grazie all’opera omonima del coevo Antonio Salieri: “La grotta di Trofonio”. In quest’opera tipica d’ensemble, eccezionalmente ricca di pezzi d’assieme, Paisiello esalta il meccanismo teatrale caratteristico del genere comico: un manipolo di bizzarri personaggi, di varia caratterizzazione ed estrazione sociale, colti in un complesso intreccio di interessi contrastanti, nell’alternarsi di una tavolozza di sentimenti. Seduzione, gelosia e competizione muovono i personaggi all’interno di una dimensione apparentemente realistica e quotidiana, in realtà perfettamente idealizzabile, che sottolinea ambizioni, meschinità, egoismi e fragilità, secondo i caratteri alla satira sociale e di costume del tempo. Il libretto che Paisiello intona è un rimaneggiamento del gustosissimo e originale dell’Abate Casti, che Salieri aveva utilizzato per la sua Grotta di Trofonio, andata in scena al Burgtheater di Vienna nell’ottobre 1785, e che anticipa i temi del Così fan tutte dapontiano”.

Lo spettacolo sarà realizzato in collaborazione con il Teatro San Carlo di Napoli (come il “Don Checco” dello scorso anno), con cui il Festival continuerà le celebrazioni paisielliane realizzando anche una mostra e un convegno internazionale.

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Alfonso Antoniozzi

 

La regia sarà di Alfonso Antoniozzi “… interprete di riferimento negli ultimi vent’anni del repertorio buffo ottocentesco; artista poliedrico e vulcanico, Antoniozzi da qualche anno alterna la carriera di cantante a quella di regista: ha deciso di dare all’opera una lettura idealizzante, ambientandola negli Anni ’10 del Novecento, immaginando le vicende di un improbabile gruppo di turisti alla scoperta di una Grecia arcadica e sorprendente, scaturiti da un mondo di… carta.

 

 

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Roberto Scandiuzzi

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Domenico Colaianni

Al cast, per un’opera di ensemble e d’irresistibile ritmo teatrale, è richiesto il più spumeggiante virtuosismo attoriale, e di garantire gli opportuni equilibri tra tipi vocali e “maschere” teatrali; a Martina Franca si potranno ammirare artisti riconosciuti tra i più brillanti talenti teatrali oggi in carriera, e alcuni di essi sono veri e propri beniamini del pubblico del Festival: nel ruolo eponimo torna a Martina Franca, dopo il successo personale riscosso come protagonista delle Braci, il grande basso Roberto Scandiuzzi, e – per il quarto
anno consecutivo – il mattatore Domenico Colaianni, ancora una volta chiamato a un irresistibile ruolo di carattere (quello di Don Gasperone, che si esprime in dialetto napoletano). Rivediamo anche la giovane Angela Nisi, mentre debuttano invece a Martina Franca due bellissimi nomi del panorama lirico, quali Daniela Mazzucato e Giorgio Caoduro”.

PAISIELLO – DON CHISCIOTTE DELLA MANCIA (28 luglio – 3 agosto)

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Miguel de Cervantes

Di Giovanni Paisiello il Festival presenterà quest’anno anche il “Don Chisciotte della Mancia”, in occasione del quarto centenario della morte di Miguel de

Cervantes (1547 – 1616). Questo piccolo gioiello del repertorio buffo sarà rappresentato in seno all’iniziativa “Opera in Masseria” che prevede l’allestimento di un’opera lirica in un contesto ambientale in grado di esaltare il pregio ambientale del territorio della Valle d’Itria. Per la data del 28 luglio sarà coinvolta la masseria fortificata San Francesco di Matera, mentre il 3 agosto sarà la volta della Masseria Luco di Martina Franca.

 

MERCADANTE – FRANCESCA DA RIMINI (30 luglio – 2 e 4 agosto)

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Saverio Mercadante

Fiato alle trombe per una prima assoluta mondiale, ovvero la “Francesca da Rimini” composta da Saverio Mercadante, secondo il giudizio di Pietro Mascagni “… grandissima ed autentica gloria della musica italiana. A lui si deve, prima che ad altri, il distacco della musica dalle grazie fragili settecentesche e la conquista d’un più vasto mondo drammatico, nel più caratteristico ed appassionato melodramma italiano”.

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Paolo e Francesca

Mercadante nacque ad Altamura nel 1795 e fu compagno di studi di Vincenzo Bellini a Napoli, città in cui avrebbe svolto l’incarico di direttore del Conservatorio di San Pietro a Majella dal 1840 al 1870, anno della morte. Musicista illustre nelle corti di tutta Europa, nel 1831 scrisse per la corte spagnola di Madrid l’opera “Francesca da Rimini” destinata a non essere mai rappresentata per ragioni che rimangono ancora oscure. Il recente rinvenimento della partitura manoscritta e la pubblicazione di 12_Pier Luigi Pizziun’edizione critica curata da Elisabetta Pasquini hanno innescato un crescente entusiasmo da parte del direttore artistico del Festival e del direttore musicale Fabio Luisi, la
cui bacchetta guiderà l’esecuzione di quest’inedita e squisitamente romantica versione delle vicende di Paolo e Francesca, i due sventurati amanti descritti da Dante Alighieri nel Quinto Canto della “Commedia”, già noti al pubblico dei melomani attraverso la novecentesca “Francesca da Rimini” di Riccardo Zandonai (1883 – 1944). La messa in scena sarà curata dal celebre regista Pier Luigi Pizzi, responsabile anche di scene e costumi, di ritorno a Martina vent’anni dopo il memorabile successo del “La Grande – duchesse de Gérolstein” interpretata dalla compianta Lucia Valentini Terrani.

Dalla presentazione di Triola apprendiamo anche che “… La lettura di Pizzi non mancherà di sorprendere, essendo improntata sul più asciutto dei minimalismi possibili: i protagonisti si muoveranno all’interno di uno spazio scenico completamente vuoto, scosso dai ????????????????????????????????????chiaroscuri di una colossale vela nera, che rimanda alla “bufera infernal, che mai non resta”. L’importante cifra coreografica che ne deriva potrà contare sulla prestigiosa firma di Gheorghe Iancu”.

 

 

 

STEFFANI – BACCANALI (15, 20, 22 e 29 luglio)

01_Martina Franca, Palazzo Ducale

Palazzo Ducale

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Agostino Steffani

I giovani artisti dell’Accademia del Belcanto Rodolfo Celletti, diretta dal maestro Fabio Luisi e giunta al sesto anno di attività, quest’anno si produrranno in ben due allestimenti, come ci spiega il direttore artistico: “… La rilevante novità di quest’anno è che la proposta dedicata ai giovani artisti si sdoppia: oltre che nel consueto titolo del repertorio seicentesco, messo in scena nella cornice intima e suggestiva del Chiostro di San Domenico, alcuni di loro si misureranno in uno dei titoli più popolari del repertorio belcantistico, eseguito in forma semiscenica negli ampi spazi di Palazzo Ducale. È la riprova che i giovani dell’Accademia sono ormai in grado di esprimere una compiuta maturità vocale e interpretativa, tale da potersi far apprezzare anche nel grande repertorio”.
Dopo l’incantevole allestimento dell’opera “La lotta d’Ercole con Acheloo” di Agostino Steffani, che nel 2014 riscosse un sorprendente plauso da parte del pubblico del Festival, quest’anno il Chiostro di San Domenico ospiterà “Baccanali”, un altro titolo tratto dal catalogo dello stesso compositore e mai rappresentato in tempi moderni. L’opera di Agostino Steffani (1654 – 1728), oggetto di recenti studi e sempre nuove scoperte, rappresenterebbe l’anello di congiunzione tra il recitar cantando di stile monteverdiano e la coloratura barocca.

MOZART – COSI’ FAN TUTTE (21 luglio – 1 agosto)

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Grotta di Trofonio

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Mozart

Dopo gli scambi di coppia presenti ne “La grotta di Trofonio”, sarà la volta di scambi di coppia ben più famosi, ovvero quelli della celebre opera “Così fan tutte” scritta dall’accoppiata Mozart – Da Ponte, secondo titolo destinato ai giovani artisti dell’Accademia Celletti che, come giustamente sottolineato, da Triola, avranno “… una straordinaria occasione per misurarsi con le potenzialità del più alto teatro musicale. Ulteriore motivo di interesse della proposta, oltre al titolo stesso, sarà la direzione di Fabio Luisi, che ha deciso di debuttare con questo titolo proprio a Martina Franca, insieme ai giovani interpreti dell’Accademia, chiamati a un lavoro totalizzante, di vero e proprio workshop teatrale, con la regista Juliette Deschamps, che firma la realizzazione semiscenica dello spettacolo”. 

 

PER TUTTE LE ETA’ E PER TUTTE LE ORE

Accanto ai titoli principali, il programma del 42° Festival della Valle d’Itria comprende una serie di iniziative musicali che si dipaneranno per tutta la seconda metà di luglio.

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Pergolesi

Ancora Paisiello il 26 luglio nella basilica di San Martino dove si terrà come sempre il Concerto per lo Spirito: per l’occasione verrà eseguita una rara trascrizione che il musicista tarantino approntò sul famoso “Stabat Mater” di Pergolesi, ovvero lo “Stabat Mater a due voci con violini, viola, violoncello del Pergolese, alla quale vi si sono aggiunti gli stromenti da fiato senza dipartirsi dell’originalità, del cavaliere Paisiello” come recita l’intestazione della partitura, dalla quale apprendiamo anche che venne eseguita il 16 settembre 1810 nella Cattedrale di Napoli per la festività di Maria Addolorata.

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Ruggero Raimondi

Il 16 luglio avrà luogo l’atteso Concerto del Belcanto con le voci del mezzosoprano Aya Wakizono (presente nel cast della “Francesca da Rimini” per il ruolo en travesti di Paolo), del tenore Vicent Romero e del baritono Massimo Cavalletti. Durante la serata si svolgerà la consegna del Premio Celletti, assegnato quest’anno al famoso basso-baritono Ruggero Raimondi.

Da segnalare anche quest’anno il Festival Junior, frutto di un anno di studio che ha visto impegnate decine di bambini nell’incontro con pagine di musica del Novecento. Nella serata del 27 luglio i piccoli musicisti si cimenteranno con “I bambini musicisti”, progetto scenico e drammaturgico di Andrea Simonetti ispirato all’opera  di Erik Satie (1866 – 1925). Senza dimenticare il Concerto Sinfonico del 5 agosto diretto dalla giovane greca Karina Canellakis, dedicato al poema sinfonico “Francesca da Rimini” di Chajkovsky e alla Sinfonia “Dal Nuovo Mondo” di Antonìn Dvoràk. Completano il cartellone i concerti di mezzogiorno del ciclo “All’ora sesta”, quelli pomeridiani (ore 17,00) del ciclo “I concerti del sorbetto” e quelli notturni (ore 23,30) del ciclo “Canta la notte”, nonché i concerti da camera del ciclo “Novecento e oltre”.

Ulteriori dettagli sul sito web del Festival: www.festivaldellavalleditria.it.

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