Denigrare e ridicolizzare la giornalista, mettendola nella lista dei “cattivi”.
Ecco la geniale idea di Annarita Picci da Ruffano (Le), componente della segreteria del Partito Democratico della provincia di Lecce.
In un patetico photoshop che vedete qui, manipola goffamente la celebre foto del governo del M5S sul balcone di piazza Venezia, che tanto ha scandalizzato il PD, sostituendo alle facce dei pentastellati la mia e quella di alcuni imprenditori agricoli, agronomi e volontari.
E pensa di far ridere.
La mia colpa? Aver pubblicato nel 2015 “Xylella report” un libro-inchiesta di grande successo che NESSUNO ha mai potuto smentire, nonostante abbondasse di nomi, cognomi, atti ufficiali e circostanze molto ben dettagliate

E che indicava chiaramente le responsabilità della sinistra pugliese, illustrando anche come le scellerate scelte ministeriali e regionali avrebbero portato proprio ai fenomeni odierni: sostituzione degli oliveti secolari con coltivazioni intensive non sostenibili (manca l’acqua!); speculazioni edilizie in zone agricole; sradicamento degli ulivi monumentali; devastazione del paesaggio, dell’identità, della Storia locale; svendita dei terreni e ricostituzione dei latifondi in poche mani, di cui alcune mafiose.
Ma ciò che è davvero imbarazzante per Picci e il suo partito, è l’assenza totale di autocritica rispetto alla disastrosa gestione del problema del disseccamento degli ulivi, da parte del governo regionale di Michele Emiliano (Pd), e nazionale sotto Renzi e Gentiloni col ministro all’agricoltura Martina (tutti Pd); nessuna capacità di analisi; nessuna proposta. Mentre il senatore Dario Stefàno (Pd) si preoccupa di inserire nella legge di Bilancio un emendamento che consenta di fare tabula rasa di tutti gli ulivi monumentali con la scusa della xylella; mentre l’europarlamentare Paolo De Castro (Pd) continua a sostenere in sede europea la necessità dell’estirpazione come unica soluzione.

Eppure ci sarebbe tanto da fare per far risalire i consensi del moribondo partito democratico salentino. Il M5S non gode più di consensi di massa: è contestato e in caduta libera per Ilva e Tap, e anche la ministra del Sud Barbara Lezzi è duramente contestata. Mentre il senatore Saverio De Bonis, che ha cercato di affrontare il problema xylella in maniera seria, è stato espulso dal Movimento.
“Che fare?” si saranno detti dalla parti di via Tasso a Lecce per cercare di riprendersi quell’elettorato nauseato dalle pinocchiate dei cinque stelle?
Ed ecco la folgorazione di Annarita Picci: scimmiottare (senza riuscirci) le strategie di comunicazione del M5S. Nientepopodimenoche un post su Facebook in cui l’esponente democratica sostiene di volerci mettere “su un barcone” (sic!). Leggeteli i commenti, e poi leggete anche il passaggio che si trova sul sito del Pd leccese: “compito di ricostruire con serenità una comunità di idee e portare queste ultime sui tavoli regionali e nazionali: dovere primo di una democrazia rappresentativa e di un partito”.
Tanto si sostiene sul sito del Pd. In effetti è denso di “idee” e soprattutto “serene”, capaci di costruire una “comunità”. Rileggete poi i commenti: c’è chi auspica che il balcone cada giù e Picci subito a fomentare… “serenamente”, immagino.

Por’acci, non riesco neanche ad essere troppo cinica né cattiva, tanto mi fanno pena: il renzismo ha raso al suolo idee e cervelli, un po’ come loro vorrebbero fare con tutti gli ulivi, inclusi quelli monumentali. Dei 5S non solo non hanno le idee e il senso di “comunità”, ma neanche la capacità smanettona di fare dei meme simpatici. Por’acci, si contano tra di loro sulle dita di una mano. Nel Salento faranno la fine dell’1,8%. Quanti gli ulivi effettivamente infettati dalla xylella.

 

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