INCHIESTA RIFIUTI SPA. Il Prefetto di Lecce Claudio Palomba vuole vederci chiaro sul bando da 33 milioni di euro per la raccolta dei rifiuti dell’Aro9, e scrive una nota ai sette Comuni che fanno parte dell’ “Ambito di raccolta ottimale” (Casarano, Parabita, Matino, Ruffano, Specchia, Miggiano, Montesano, Ruffano). Chiede, il Prefetto, di fornire “ogni elemento utile di chiarificazione in ordine all’azione amministrativa intrapresa” in considerazione alle procedure richiamate e ai pareri tecnici espressi da parte del gruppo di progettazione (cioè il consorzio Conai, che ha redatto il progetto gratuitamente) e da parte del responsabile unico del procedimento (Pino Petruzzi).

Per capire bene i risvolti di questa vicenda, come sempre, bisogna studiare e leggersi le carte, perché il malaffare è spesso tra le pieghe di verbali e atti pubblici sempre apparentemente insignificanti.

gianni stefano sindaco casaranoIl bando, indetto regolarmente dal rup Pino Petruzzi, su preciso mandato dell’Assemblea dei sindaci, è stato poi bloccato da tre dei sette sindaci dell’Aro9, sotto la responsabilità del nuovo presidente dell’Aro, Gianni Stefàno sindaco di Casarano.

Un ritardo di diversi mesi che di fatto, ha in questo momento come unico risultato quello di agevolare l’attuale gestore del servizio di raccolta rifiuti, che per i tre Comuni che hanno bloccato il bando è lo stesso, Igeco.

Stefàno e i sindaci di Matino e Ruffano hanno infatti diffidato Pino Petruzzi dal procedere nell’iter e dall’aprire le buste delle offerte pervenute, con motivazioni che erano già state respinte non solo da Petruzzi ma anche dalla Regione Puglia e dall’Anac (Agenzia nazionale anticorruzione), che avevano illustrato, su richiesta dello stesso Petruzzi, il corretto modus operandi (CLICCA QUI).

Corretto modus operandi che Gianni Stefàno e i sindaci di Matino e Ruffano hanno inteso ignorare, adducendo come motivazione della richiesta di annullamento del bando, i presunti alti costi che un bando del genere (cioè fatto in base alle leggi) avrebbe comportato alle casse Michele Grecolinicomunali. E per motivare il loro diniego, si sono avvalsi della “consulenza” di tal Michele Grecolini (nella foto), noto alle cronache per essere stato condannato in secondo grado per danneggiamento aggravato perché era direttore della discarica di Ugento Burgesi, quando all’interno della stessa discarica aziende legate alla sacra corona unita smaltirono illegalmente rifiuti tossici. Grecolini s’è presentato in Assemblea dei sindaci come “consulente” del sindaco di Matino, sebbene ad oggi, sull’Albo pretorio di Matino, non risulti alcun incarico a Grecolini. Di fronte a tale presenza, i sindaci di Parabita, Miggiano, Specchia e Montesano hanno abbandonato l’aula.

Per capire come sia potuto accadere che aziende legate alla sacra corona unita abbiamo smaltito illegalmente rifiuti tossici quando la discarica era gestita da Grecolini, LEGGI QUI le tre puntate dell’inchiesta:

http://www.iltaccoditalia.info/sito/index-a.asp?id=5987

http://www.iltaccoditalia.info/sito/index-a.asp?id=8405

http://www.iltaccoditalia.info/sito/index-a.asp?id=21110

Più recentemente, abbiamo denunciato tali anomali pressioni (CLICCA QUI) e abbiamo spiegato come tali ritardi non fanno altro che agevolare la ditta che gestisce oggi la raccolta rifiuti nei Comuni di Casarano, Ruffano, Matino, cioè la Igeco, il cui titolare, per diversi agli arresti e attualmente sotto processo immediato, è stato travolto dall’inchiesta della procura di Brindisi “Do ut des”, che ha portato allo scioglimento per mafia del comune di Cellino San Marco, dove Igeco gestisce la raccolta rifiuti.

Nel frattempo i consiglieri regionali del M5S hanno anche presentato un’interrogazione al presidente del Consiglio Mario Loizzo (e per conoscenza al presidente della giunta Michele Emiliano, a Domenico Santorsola, assessore alla qualità dell’ambiente e a Giovanni Campobasso, dirigente del servizio ciclo rifiuti e bonifica), chiedendo “che cosa intenda fare la Regione Puglia per garantire il corretto svolgimento della gara di appalto in base alla normativa vigente elencata nelle premesse” (CLICCA QUI). Hanno chiesto inoltre alla Giunta, dunque all’assessore Santorsola “che si attivi per scongiurare e prevenire il rischio di illeciti nonché di eventuali infiltrazioni di tipo mafioso nella gestione della cosa pubblica”.

Rifiuti.-Non-hai-voluto-il-riciclo-Paga_h_partbIl problema è che, essendo già da tempo prorogato il servizio, ed essendo stato bandito il bando secondo legge, non si può più proseguire oltre la proroga (come precisato da Regione Puglia e Anac).

I sindaci dei Comuni di Parabita, Montesano, Miggiano, specchia, hanno così risposto al Prefetto, precisando che, come ha spiegato la Regione Puglia (dirigente Campobasso) in risposta ad una richiesta di spiegazioni da parte di Pino Petruzzi, non si può revocare il bando né proseguire in proroga né indire una nuova gara, proprio perché è stato fatto tutto a norma di legge.

Chiedono dunque i sindaci di sapere che cosa intenda fare Gianni Stefàno e chiedono al Prefetto che solleciti il sindaco di Casarano a presentare un programma delle attività, per sapere entro quanto tempo assegneranno il bando (in base alle offerte pervenute che Stefàno non vuole aprire) in modo che i Comuni possano gestire la fase transitoria.

Infatti, in attesa dell’assegnazione, siccome non si può più agire in proroga, i Comuni, proprio a causa di questi ritardi, dovranno fare delle micro gare per l’assegnazione del servizio, anche secondo procedura negoziata e d’urgenza, in attesa della definizione del nuovo bando.

E’ evidente, scrivono i sindaci, che in questa fase di stallo, l’Aro9 gestito da Stefàno sta causando danni erariali diretti alle casse dei sette Comuni e a tutti i cittadini.

Ma nonostante questo, per Stefàno e i sindaci di Matino e Ruffano, quel bando (così regolare), proprio non s’ha da fare.

Noi non molliamo la presa e faremo di tutto per capire il perché.

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