Balletto del Sud: danza anno zero

Balletto del Sud: danza anno zero

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di Fernando Greco

 

 

Fredy FranzuttiUna nuova creatura si affaccia all’orizzonte della programmazione culturale leccese. Si tratta della Settimana della Danza 2015, ampio progetto affidato alla direzione artistica del celebre coreografo leccese Fredy Franzutti in collaborazione con la sua compagnia Balletto del Sud che quest’anno festeggia il ventesimo anno di attività. Spettacoli serali, matinée per le scolaresche, stage e conferenze si alterneranno dal 26 al 30 aprile nello stimolante contenitore rappresentato dai Cantieri Teatrali Koreja. Lecce si affiancherà così al resto del mondo in occasione della giornata mondiale della danza, decretata dall’UNESCO per il 29 aprile.

Due gli spettacoli in programma: la “Serata Stravinskij” e “Le quattro stagioni”, due delle produzioni più contemporanee tra le molteplici create da Franzutti per il Balletto del Sud, compagnia che, nata nel Salento, si è affermata sempre di più a livello internazionale riscuotendo il plauso del pubblico e della critica.

 

LA BRUTALE RITUALITA’ DI STRAVINSKIJ

La “Serata Stravinskij” sarà in scena il 26, il 29 e il 30 aprile, allestimento ideato nel 2013 in occasione del centenario della prima rappresentazione de “La sagra della primavera”. Protagoniste della serata due partiture del rivoluzionario uccello di fuococompositore Igor Stravinskij (1882 – 1971), ovvero “L’uccello di fuoco” (1909) e “La sagra della primavera” (1913). Si tratta di opere create in anni cruciali, anni in cui il musicista avrebbe maturato quelle scelte che avrebbero reso il suo stile un unicum nella storia del XX° secolo. L’accostamento tra i due titoli costituisce già di per sé una scelta di alto valore culturale, poiché consente di apprezzare la tangibile differenza estetica e stilistica tra “L’uccello di fuoco”, opera che ancora guarda al tardo Romanticismo di Rimsky-Korsakov e alla tradizione popolare russa, e “La Sagra”, partitura “scandalosa” (attributo utilizzato all’indomani del debutto) poiché ricca di elementi di estrema novità musicale e drammaturgica.

“Un giorno, in modo assolutamente inatteso, intravidi nell’immaginazione lo spettacolo di un grande rito sacro pagano: i vecchi saggi, seduti in cerchio, osservano la danza di morte di una vergine che essi stanno sacrificando per propiziarsi il dio della primavera”. Apprendiamo dunque dalle parole dello stesso Stravinskij il nucleo creativo del “Sacré du printemps”, che parte dall’assenza di una trama, così come spiega il compositore: “Il mio nuovo balletto non ha intreccio … E’ un’opera musicale – coreografica, sono immagini della Russia pagana unificate da una sola idea fondamentale: il mistero dell’improvviso sorgere del potere creatore della primavera”.

Abbandonati i sentimentalismi di fine secolo, l’artista del Novecento trae ispirazione dal mondo arcaico, con la sua essenziale e brutale ritualità, alla ricerca di nuove accezioni psicodinamiche (l'”Elektra” di Strauss è del 1909) che, nel caso della “Sagra”, erompono da una ritmica complessa e ossessiva che pervade la partitura, nella quale l’elemento melodico appare appena evocato alla maniera di un ricordo, una reminiscenza lontana. E’ il caso dell’incipit dell’opera, un formidabile assolo di fagotto mutuato da una canzone popolare lituana, che rimane impresso indelebilmente nella memoria dell’ascoltatore. Dati tali sagra1presupposti, è facile intuire come la “Sagra” costituisca per un coreografo un impasse difficilmente superabile, un’impresa in cui dare prova di grande maturità artistica senza scadere nella banalità o nell’eccesso. Franzutti risolve la questione in maniera geniale, collegando il concetto di danza ossessiva a quello del tarantismo, cardine della cultura meridionale e salentina che affonda le sue radici in un mondo ancestrale ancora parzialmente inesplorato che trova la sua ragion d’essere nella ritualità pagana, proprio come previsto da Stravinskij. Proseguendo il discorso iniziato con la “La Bella Addormentata”, la cui protagonista cade in trance a causa del morso della tarantola, nella “Sagra” Franzutti mostra al pubblico una manifestazione isterica di massa, che coinvolge non soltanto l’Eletta, ma tutto il nucleo sociale che la circonda. Geniale risulta anche l’aspetto scenografico dello spettacolo, costituito esclusivamente da proiezioni di dipinti del leccese Ezechiele Leandro (1905 – 1981), il cui astratto simbolismo ha la forza evocativa della pittura rupestre, quella stilizzazione rituale tipica dei graffiti primitivi: non poteva esserci sagra2scelta più azzeccata. Di pari passo, l’essenzialità dell’abbigliamento fa emergere la forza incontaminata della danza che, grazie alla bravura degli interpreti, diviene interprete di sé stessa in perfetto accordo con il dettato stravinskiano. L’espressività dei danzatori, privi di paludamenti formali e ricchi di muscolare vitalità, trasmette indimenticabili guizzi di energia pura, scintille di giovanile freschezza.

Prima di dar fuoco alle polveri con “La Sagra”, il Balletto del Sud aprirà la Serata Stravinskij con “L’uccello di fuoco”, fascinoso allestimento che nel 2007, anno del debutto, vide la galvanizzante partecipazione di Lindsay Kemp nel ruolo del mago Katscheij. Si tratta di una fiaba tratta dalla tradizione popolare orientale che ben potrebbe ascriversi alle incantate atmosfere de “Le mille e una notte”, peraltro affrontate da Franzutti nell’incantevole “Shéhérazade”, balletto costruito sull’omonimo poema sinfonico di Rimsky-Korsakov.

La serata inaugurale del 26 aprile sarà preceduta dalla conferenza “La Sagra, il copione dello scandalo” tenuta da Ermanno Romanelli, giornalista specializzato in ambito coreutico, mentre in tutt’e tre le repliche della “Serata Stravinskij” la figura dell’artista salentino Ezechiele Leandro sarà tratteggiata da Mariella Agostinacchio, docente di storia dell’arte.

 

LE STAGIONI DELL’ANIMA

Il balletto “Le quattro stagioni” rappresenta il trentesimo allestimento della compagnia, spettacolo che dal 2012, anno del debutto, non cessa di commuovere le platee di tutta Italia con il suo accattivante mélange di classicità e sperimentazione. Dopo la Settimana leccese, durante la quale “Le quattro stagioni” sarà in scena il 27 e il 28 aprile, il balletto continuerà la sua tournée in Calabria, per debuttare poi nel 2016 al Teatro Olimpico di Roma.

stagioniLa narrazione parte da lontano, da Vivaldi e dalle sue celeberrime “Quattro Stagioni” che in maniera impressionistica ante-litteram scandiscono la ciclica rigenerazione della natura secondo armoniose leggi matematiche che l’uomo del Novecento, con le sue ansie, le sue paure, ma soprattutto le sue incertezze, mette inesorabilmente in crisi. E’ qui che si innestano le scomode note di John Cage (1912 – 1992), a sottolineare l’eccentrica sensibilità umana, il flusso della coscienza ora irrorata da un rassicurante senso di complicità, ora ristretta nella constatazione del fallimento e della solitudine. L’arduo tentativo di rendere coerente l’incoerenza umana è affidato ai versi incandescenti di Wystan Hugh Auden (1907 – 1973), di cui lo spettacolo di Franzutti rappresenta un’affettuosa biografia. Il poeta inglese è di fatto protagonista sul palcoscenico, impersonato dall’istrionico Andrea Sirianni, efficacissimo nel rendere tutta la forza del testo poetico e nell’inserirsi attivamente nella coreografia. La primavera di Auden si realizza quando, nel 1939, egli si trasferisce negli Stati Uniti insieme con il compagno Christopher Isherwood per sfuggire al perbenismo britannico: nella liberatoria aura di ottimismo che spira nel Nuovo Mondo, ecco comparire un ardito e tenero duetto tra due aitanti marinaretti che saltellano gioiosi tenendosi per mano in un’atmosfera degna di “Querelle” di Fassbinder. Gli aspetti deteriori del progresso stanno sempre dietro l’angolo, specie per l’indole pessimista di Auden (o sarebbe meglio dire “peggiorista”, come egli stesso si definiva): le favole della nonna hanno ceduto il posto all’industria del fumetto, ed ecco materializzarsi un nuovo passo a due con Topolino e Minnie che, accoppiandosi cinicamente, diventano simboli delle leggi del bieco mercato, del freddo consumismo che fa leva sulla gente comune, su quell'”ignoto cittadino” che non ha armi per difendersi, mentre l’autunnale caduta delle foglie porta con sé la paura del decadimento e della morte. La morte dell’amato, nel gelo invernale, spegne ogni volontà, immobilizzando qualsiasi reazione … e qui il pensiero corre alle “Lacrime di ghiaccio” della Winterreise di Schubert. Che cosa potrà salvare l’uomo dall’annullamento definitivo? Non si può fare a meno di tornare a puntare sulla rassicurante ciclicità di Vivaldi e delle sue “Quattro Stagioni”, nutrendo la speranza che la primavera tornerà nuovamente a sorprenderci. E’ facile concludere che “Le quattro stagioni” di Franzutti sia uno spettacolo complesso, ricco di citazioni e riferimenti non sempre immediati, in cui però ogni elemento contribuisce ad emozionare lo spettatore, partendo dalla perizia dei danzatori. Soggioganti le scene avanguardiste di Isabella Ducrot, tra cui un autunnale albero con foglie dorate dalle reminiscenze klimtiane e il variopinto fondale. Lo spettacolo sarà introdotto dal critico leccese Eraldo Martucci, che approfondirà la figura del musicista John Cage.

 

LA SCUOLA A TEATRO … E ALTRO

Tutti gli spettacoli avranno una matinée destinata alle scolaresche, secondo la solita attenzione che da sempre il Balletto del Sud rivolge ai giovani, con il duplice obiettivo di formare un nuovo pubblico e favorire l’integrazione e il potenziamento degli stili cognitivi.

Inoltre, nelle giornate del 26 e del 27 aprile, la prima ballerina del Teatro alla Scala di Milano Gilda Gelati terrà uno stage di danza classica di livello intermedio e avanzato, che si completerà il 29 e il 30 con lezioni aperte ed esibizioni da parte degli allievi della scuola del Balletto del Sud.

Il pomeriggio del 28 aprile sarà dedicato all’iniziativa “A spasso coi sensi tra arte e natura! Odori e sapori, colori e sinfonie di primavera” organizzata dall’associazione “Senso Ludico – Playful Sense”, che si svolgerà nella Masseria Sant’Angelo, a pochi passi dai Cantieri Koreja, per vivere una nuova avventura alla scoperta di odori, sapori, colori della terra e della natura, che cambiano magicamente a seconda delle stagioni dell’anno. Il tutto con l’incantevole sottofondo musicale delle Quattro Stagioni di Vivaldi.

Tutti i dettagli sul sito web www.ballettodelsud.it

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