Appello bis per minacce a Borrometi, i legali della Fnsi: «Riconosciuta la bontà della tesi del sindacato»

La Federazione della Stampa al fianco del collega anche nel nuovo processo da celebrare dopo che la Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza con cui nel 2019 i giudici di Catania hanno condannato Francesco De Carolis, accusato di tentata violenza privata, senza riconoscere l’aggravante del metodo mafioso.

Appello bis per minacce a Borrometi, i legali della Fnsi: «Riconosciuta la bontà della tesi del sindacato»
La sede della Corte di Cassazione (Foto: Sergio D’Afflitto via wikimedia.org)

«L’annullamento con rinvio della suprema Corte certifica la bontà della tesi sostenuta sin dalle origini (e accolta in primo grado dal tribunale di Siracusa) dalla difesa della Fnsi: Paolo Borrometi è stato vittima di minacce aggravate dal metodo mafioso. La Federazione nazionale della Stampa italiana è al fianco dei giornalisti coraggiosi nel tentativo di garantire, anche questa volta con successo, la libertà di opinione contro ogni forma di violenza». Questo il commento dei legali che assistono il sindacato, Roberto Eustachio Sisto e Francesco Paolo Sisto, alla decisione della Cassazione che ha di recente annullato con rinvio la sentenza emessa dalla Corte d’appello di Catania il 4 aprile 2019 nei confronti di Francesco De Carolis, accusato di tentata violenza privata nei confronti del vicedirettore dell’Agi.

I giudici catanesi, che hanno fissato in 2 anni, 4 mesi e 20 giorni la pena per l’imputato, non avevano riconosciuto l’aggravante del metodo mafioso, ritenuta invece sussistente dal tribunale di Siracusa in primo grado nel 2018, quando De Carolis fu condannato a 2 anni e 8 mesi.

A ricorrere contro la sentenza d’appello, lamentando il mancato riconoscimento dell’aggravante, era stato il pg di Catania, le cui tesi erano state condivise dal sostituto pg di Cassazione Giovanni Di Leo, il quale aveva sollecitato l’annullamento con rinvio della sentenza impugnata. Richiesta alla quale si sono associate in udienza anche le parti civili costituite nel processo, fra cui la Fnsi.

(Fonte: Fnsi)

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